Riassunto
I virus erpetici causano infezioni cutanee ricorrenti, soprattutto alle labbra e ai genitali. Le infezioni erpetiche possono anche manifestarsi, meno frequentemente, in altri organi, come il fegato o il sistema nervoso centrale. I virus tipo 1 e 2 possono avere la stessa attività, ma le infezioni tipo 1 interessano più comunemente la cavità orale, mentre quelle tipo 2 i genitali. I bambini, al momento del parto, sono ad alto rischio di esposizione ai virus erpetici; questo rischio è elevato (da 33 a 50%), in caso di prima infezione della madre, mentre probabilmente non supera il 3% nei casi di reinfezione, a causa dell'effetto protettivo degli anticorpi materni. È stato raccomandato il taglio cesareo alle donne che presentano il primo episodio di lesione da herpes genitale al momento del parto. Oltre all'infezione erpetica del neonato, dovuta al passaggio attraverso un canale del parto infetto, sono stati osservati casi di infezione intrauterina, in particolare in concomitanza con un'infezione materna primaria. È comunque difficile distinguere un'infezione primaria da un'infezione ricorrente, non individuata in precedenza e divenuta sintomatica nel corso della gravidanza. Sono state attribuite ai virus erpetici alcune complicazioni della gravidanza, come il parto prematuro, il ritardo della crescita prenatale e l'infezione neonatale. Inoltre, alcuni casi di lesione cutanea e cicatriziale, di corioretinite, di microcefalia, di idrocefalo e di microftalmia sono stati attribuiti alle infezioni primarie da virus erpetici, anche se non si è potuto stabilire con sicurezza una relazione causale. Nonostante siano stati descritti numerosi casi di embriopatia grave, l'infezione primaria da herpes in corso di gravidanza non costituisce un'indicazione all'aborto terapeutico; viene consigliato l'uso di farmaci antivirali per trattare l'infezione primaria erpetica durante la gravidanza. Il produttore di aciclovir ha creato un registro nel quale sono state riportate oltre 1.100 gravidanze esposte al virus, nelle quali non è stato osservato nessun aumento del rischio di difetti congeniti. In questi casi non è stato neppure dimostrato alcun effetto avverso al farmaco.
Revisore(i) esperto(i)
- Dr Elisabeth ROBERT-GNANSIA
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2004