Riassunto
L'adrenoleucodistrofia legata all'X (ALD-X) è caratterizzata dalla progressiva demielinizzazione del sistema nervoso centrale (SNC: cervello e/o midollo spinale) e da un'insufficienza periferica dei surreni. L'incidenza è 1/17.000 neonati, compresi i maschi emizigfoti e le femmine eterozigoti, che spesso presentano i sintomi della malattia. La prevalenza è stimata in 1/20.000. Le forme cerebrali dell'ALD-X giovanile (45% dei casi) colpiscono prevalentemente i ragazzi tra i 5 e i 12 anni. I primi sintomi consistono in un modesto deficit cognitivo, seguito da una progressiva demielinizzazione del sistema nervoso centrale, una riduzione dell'acuità visiva, una sordità centrale, un'atassia cerebrale, un'emiplegia, convulsioni e demenza, che esitano in uno stato neurodegenerativo o alla morte entro pochi anni. La forma adulta, l'adrenomieloneuropatia (AMN), è caratterizzata dalla comparsa di paraparesi spastica tra i 20 e i 45 anni, in associazione con disturbi posturali, disfunzioni urinarie e sessuali. La malattia progredisce verso la paraplegia grave, complicata, nel 30% dei casi, dalla demielinizzazione cerebrale. La trasmissione è recessiva legata all'X, ma nell'8% dei casi origina da nuove mutazioni. Sono state descritte più di 471 mutazioni diverse del gene ABCD1. È stato osservato nei tessuti un aumento degli acidi grassi a catena molto lunga (VLCFA), anche se non è stata dimostrata la loro tossicità. La diagnosi clinica viene confermata dal riscontro di livelli elevati di VLCFA nel plasma o nei fibroblasti. Lo screening delle femmine eterozigoti si basa sulla misurazione dei livelli plasmatici di VLCFA (affidabilità 95%), sullo studio delle proteine ALD-X nei fibroblasti o nei monociti/linfociti, e sulla ricerca delle mutazioni nel gene ABCD1. La consulenza genetica consente di identificare le femmine portatrici, i ragazzi in fase presintomatica (in modo da instaurare una terapia precoce) e i pazienti affetti da ALD con insufficienza surrenalica, che sono a rischio per la loro vita, in assenza di trattamento. È possibile la diagnosi prenatale sui villi coriali alla 10-12ma settimana di gravidanza. Il trapianto di midollo osseo allogenico, effettuato in uno stadio precoce della malattia, può stabilizzare e persino invertire la demielinizzazione cerebrale nei pazienti affetti dalla forma cerebrale. Due giovani pazienti che hanno preso parte alla sperimentazione di una terapia genica hanno ricevuto un trapianto di midollo osseo allogenico, corretto geneticamente ex vivo e i risultati dopo un anno e sei mesi erano promettenti. E' in fase di valutazione la terapia neuroprotettiva dell'AMN. L'olio di Lorenzo (una miscela di acidi grassi non saturi a catena lunga) può ridurre il rischio di danno cerebrale se somministrato prima dell'età di 6 anni. *Autore: Prof. P. Aubourg (Novembre 2007)*.