Riassunto
La malattia di Krabbe, o leucodistrofia a cellule globoidi, è una malattia autosomica recessiva, secondaria a un deficit di galattosilceramidasi (o galattocerebrosidasi), enzima lisosomiale che interviene nel catabolismo di un costituente lipidico principale della mielina. In Francia, la frequenza sembra dell'ordine di 1/150.000 nati. La malattia causa demielinizzazione del sistema nervoso centrale e periferico. Nella maggior parte dei casi si sviluppa durante il primo anno di vita e progredisce rapidamente, ma è possibile che si sviluppi più tardivamente, nell'infanzia, durante l'adolescenza o nella vita adulta, con un'evoluzione di durata variabile. La forma infantile 'classica'' rappresenta l'85-90% dei casi. I sintomi iniziali sono irritabilità progressiva, con ipertonia e iperestesia, e sintomi di neuropatia periferica. Inoltre, sono comuni le crisi ipertoniche con opistotono; possono anche manifestarsi crisi convulsive. Ad uno stadio più avanzato della malattia, compaiono cecità e sordità, alle quali fa seguito uno stato vegetativo e, infine, l'ipotonia. Nelle forme a esordio tardivo, i primi sintomi consistono spesso in disturbi motori (paraparesi spastica o atassia), emiplegia, deterioramento visivo, con o senza neuropatia periferica. La regressione mentale è variabile (generalmente assente nelle forme dell'adulto). È stato identificato il gene della galattosilceramidasi, che mappa sul cromosoma 14q31. Due sono le mutazioni più frequenti (65% degli alleli in Francia). La diagnosi della malattia continua tuttavia a basarsi sul dosaggio dell'attività enzimatica (attività della galattoceramidasi). Sono noti diversi modelli animali naturali (topo, cane, scimmia). Le 'cellule globoidi'' di origine macrofagica, patognomonica dell'affezione, sono prodotte dal galattosilceramide non degradato. La scomparsa precoce degli oligodendrociti sembra dovuta all'accumulo di un metabolita citotossico (galattosilsfingosina o 'psicosina'').
Revisore(i) esperto(i)
Ultimo aggiornamento: Aprile 2002