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Malattia di Tay-Sachs

Numero Orpha ORPHA845
Prevalenza delle malattie rare 1-9 / 1 000 000
Trasmissione
  • Autosomica recessiva
Età di esordio Variabile
Codice CIM 10
  • E75.0
Numero MIM
Sinonimo/i Deficit di esosaminidasi A
GM2-gangliosidosi, variante B, B1, AB

Riassunto

La gangliosidosi GM2, variante B o malattia di Tay-Sachs, è caratterizzata dall'accumulo di gangliosidi G2 da deficit dell'enzima esoaminossidasi A. La sua prevalenza è 1/320.000 nati vivi. Si distinguono tre forme, in base all'età d'esordio. La forma infantile (tipo 1) compare tra i 3 e i 6 mesi di vita. Il segno più precoce è rappresentato dagli scatti improvvisi continui, in risposta al rumore. Il ritardo psicomotorio si manifesta dopo gli 8 mesi, in associazione con ipotonia, amaurosi e megalencefalia. A livello della macula può osservarsi una macchia rosso-ciliegia, ma si tratta di un segno aspecifico. La debolezza muscolare è progressiva e esita in paralisi. La malattia progredisce fino allo stato di decerebrazione e è letale durante l'infanzia. L'attività enzimatica dell'esoaminossidasi A è estremamente ridotta o totalmente assente nei leucociti e nelle colture di fibroblasti ottenuti da biopsia cutanea. Nella forma giovanile (tipo 2), l'esordio avviene tra i 2 e i 6 anni di vita, con atassia, disturbi del comportamento e perdita progressiva delle capacità cognitive, fino alla decerebrazione e alla morte attorno ai 15 anni. La riduzione dell'attività dell'esoaminossidasi A è meno marcata, rispetto alla forma infantile. La forma dell'adulto o cronica (tipo 3) può esordire attorno ai 10 anni di vita ma, spesso, la malattia non viene diagnosticata fino all'età adulta. Si manifesta con due quadri clinici distinti. Il primo è simile alla forma atipica della malattia di Friedreich, con atassia spino-cerebellare, in assenza della sintomatologia cardiaca e scheletrica, compresa la scoliosi e il piede piatto. Il secondo è quello della amiotrofia spinale giovanile, che evoca la sindrome di Kugelberg-Welander. Possono essere coinvolte o risparmiate le capacità cognitive e il comportamento. È presente deficit di esoaminossidasi A. La malattia di Tay-Sachs si trasmette come carattere autosomico recessivo. Il gene-malattia (HEXA) codifica per la subunità alfa dell'esoaminossidasi A ed è localizzato sul cromosoma 15q23. Lo screening degli eterozigoti e la diagnosi prenatale sono affidabili e sono raccomandati nelle popolazioni ad alto rischio (persone di discendenza ebrea Ashkenazita). Sono state descritte due varianti della malattia. Nella gangliosidosi GM2, variante B1, i segni clinici sono identici a quelli presenti nelle forme giovanile e adulta della variante B. Il deficit di esoaminossidasi A può essere evidenziato solo con un substrato artificiale specifico, diverso da quello utilizzato per la variante B. La gangliosidosi GM2, variante AB, è come la malattia di Tay-Sachs, ma l'attività dell'esoaminossidasi A è normale. E' presente un deficit dell'attivatore enzimatico, richiesto per l'idrolisi di GM2. Il gene che codifica per questa proteina è localizzato sul cromosoma 5q31. Non è disponibile una terapia efficace per la malattia di Tay-Sachs, anche se vengono comunque prescritti farmaci antiepilettici. Per il trattamento delle forme lentamente progressive è in fase di studio una terapia in grado di inibire la sintesi dei gangliosidi (Miglustat).

Revisore(i) esperto(i)

  • Dr Nicole BAUMANN
  • Dr J TURPIN

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Orphanet versione 4.7.11 - Ultimo aggiornamento: 2012-05-22