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Pseudoipoaldosteronismo generalizzato, tipo 1

Numero Orpha ORPHA171876
Sinonimo/i Pseudoipoaldosteronismo autosomico recessivo, tipo 1
Prevalenza <1 / 1 000 000
Trasmissione
  • Autosomica recessiva
Età di esordio Neonatale/prima infanzia
ICD-10
  • N25.8
OMIM
UMLS -
MeSH -
MedDRA -
SNOMED CT -

Riassunto

Lo pseudoipoaldosteronismo generalizzato tipo 1 (PHA1 generalizzato) è una forma grave di resistenza primaria ai mineralcorticoidi, con coinvolgimento sistemico e perdita di sali nei diversi organi. La prevalenza non è nota. Lo PHA1 generalizzato è caratterizzato dalla perdita di sali a livello dei reni, del colon e delle ghiandole sudoripare e salivari. Oltre alla grave disidratazione, nelle prime settimane di vita sono presenti difficoltà nella crescita e vomito. Per questo, il quadro clinico può essere complicato da disritmie, collasso cardiaco, shock cardiogeno o arresto cardiaco. È stato osservato occasionalmente polidramnios. L'aumento del volume del liquido sulla superficie delle vie aeree (airway surface liquid o ASL) esita, a livello delle vie respiratorie, in sintomi che ricordano quelli osservati nella fibrosi cistica. I rash cutanei eczematosi sono spesso dovuti alla grave perdita di sali minerali a livello delle ghiandole sudoripare. Lo PHA1 generalizzato è grave: non è stata descritta nessuna remissione della malattia e i pazienti soffrono di episodi ricorrenti di perdita di sali che possono mettere a rischio la loro vita. La malattia è trasmessa come carattere autosomico recessivo ed è dovuta alle mutazioni dei geni che codificano per le subunità del canale del sodio amiloride-sensibile, ENaC: SCNN1A (12p13); SCNN1B (16p12.2-p12.1), e SCNN1G (16p12). La diagnosi si basa sulla storia della malattia e sulle indagini cliniche, sulla anamnesi familiare, sulle analisi genetiche e sui rilievi biologici (identici a quelli osservati per lo PHA renale tipo 1; si veda questo termine). L'iperkaliemia è grave e, quando associata a un aumento significativo dei valori dell'aldosterone e della renina nel plasma, conferma la diagnosi. La diagnosi può essere completata dall'esame del sudore e della saliva che rivela un aumento dei livelli del cloruro e del sodio. Le diagnosi differenziali si pongono con lo PHA1 renale, l'iperplasia congenita del surrene (CAH) da deficit di 21-idrossilasi o 3-beta-idrossisteroide deidrogenasi, l'ipoaldosteronismo (HA) da deficit di aldosterone, la sindrome di Bartter prenatale o infantile (in particolare, la sindrome di Bartter tipo 2 è dovuta alle mutazioni di ROMK) e il PHA transitorio (si vedano questi termini). La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie con bambini affetti e quando i genitori sono portatori eterozigoti oppure appartengono a famiglie affette. In alternativa, l'analisi genetica del sangue del cordone ombelicale consente nel neonato di accelerare i tempi della diagnosi e della presa in carico nelle famiglie nelle quali sono state identificate le mutazioni responsabili dello PHA1. Non è stato riportato nessun trattamento basato sull'evidenza e la terapia deve essere adattata a ogni paziente utilizzando integrazioni di sale e liquidi, dosaggi elevati di sodio, in associazione alle resine a scambio ionico e alla dieta in grado di ridurre i livelli di potassio. È necessaria la correzione dell'iperkaliemia e dell'acidosi durante la fase acuta della malattia. Dato che la CAH e la HA da deficit di aldosterone sono le principali diagnosi differenziali, la terapia sostitutiva con fludrocortisone e idrocortisone può essere iniziata quando la diagnosi viene confermata dai dosaggi ormonali. In alcuni pazienti può portare benefici il trattamento con corticoidi e indometacina. I problemi respiratori e le alterazioni cutanee richiedono un trattamento sintomatico. Sebbene i pazienti necessitino di integrazioni di sale per tutta la vita, il decorso clinico tende a migliorare con l'età con una significativa diminuzione della frequenza e della gravità degli episodi di perdita di sali e delle infezioni delle vie respiratorie che rendono necessaria l'ospedalizzazione.

Revisore(i) esperto(i)

  • Dr Maria-Christina ZENNARO

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