Riassunto
La corea-acantocitosi (ChAc) è una forma di neuroacantocitosi caratterizzata, clinicamente, da un fenotipo Huntington-simile con sintomi neurologici progressivi (disturbi motori, cognitivi e sintomi psichiatrici).
Prevalenza e incidenza non sono note, anche se si stimano nel mondo circa 1.000 casi. Sembra più comune in Giappone, forse per un effetto del fondatore, e alcuni cluster sono stati descritti in comunità geograficamente isolate (Canada francese).
Esordisce nella prima età adulta. Il quadro iniziale presenta spesso sintomi psichiatrici o cognitivi sfumati, ma i pazienti possono sviluppare disturbi psichiatrici correlati, diversi anni prima della comparsa dei segni neurologici. In almeno 1/3, le convulsioni tipicamente generalizzate sono spesso il segno di esordio. In alcuni casi, le convulsioni precedono, anche di una decina d'anni, la comparsa dei disturbi motori. Durante il decorso, molti pazienti sviluppano un fenotipo caratteristico con corea, una "distonia legata all'alimentazione" molto particolare, con protrusione della lingua, discinesie orofacciali, distonia degli arti, vocalizzazioni involontarie, disartria e morsicatura involontaria della lingua e delle labbra. L'andatura ricorda quella di un "uomo di gomma", con instabilità e improvvisi spasmi violenti del tronco. Molti pazienti sviluppano corea generalizzata e un certo parkinsonismo. È frequente il deterioramento della memoria e delle funzioni esecutive. Sono comuni i sintomi psichiatrici: psicosi simil-schizofreniche o disturbi ossessivo-compulsivi (OCD). La miopatia e la neuropatia assonale sono di solito lievi. I segni clinici neuromuscolari sono areflessia, neuropatia sensitivo-motoria, e debolezza e atrofia variabili. La ChAc di solito progredisce lentamente in un arco di 15-30 anni, sebbene sia possibile la morte improvvisa da convulsioni o coinvolgimento del sistema autonomo.
È causata dalle mutazioni di VPS13A (9q21), che codifica per la coreina. Non sono state osservate evidenti correlazioni genotipo-fenotipo.
La diagnosi può essere impegnativa. La morsicatura automutilante delle labbra e della lingua o altri comportamenti automutilanti sono fortemente suggestivi. La ricerca dell'acantocitosi sugli strisci di sangue periferico può essere negativa, ma non esclude la ChAc. I livelli di CK nel siero sono per lo più elevati. All'esame Western blot, è caratteristica la mancata espressione della coreina negli eritrociti. L'analisi probante di una mutazione di VPS13A è complicata dalle dimensioni del gene e dall'eterogeneità delle mutazioni. L'elettroneurografia può evidenziare neuropatia assonale sensitivo-motoria, mentre l'elettromiografia mostra alterazioni neurogene e miopatiche. Le indagini elettroencefalografiche non rivelano segni specifici. Dal punto di vista neuroradiologico, è presente un'atrofia striatale progressiva, che interessa in particolare la testa del nucleo caudato, difetto del metabolismo del glucosio nelle regioni striatali, simile a quello osservato nella malattia di Huntington.
Le diagnosi differenziali dipendono dai sintomi di esordio e si pongono con la sindrome di Tourette, da neuroancatocitosi di McLeod, la malattia di Huntington, di Parkinson giovanile e le patologie Huntington-simili.
Possono essere usati protocolli standard di diagnosi prenatale.
È una malattia autosomica recessiva. È indicata la consulenza genetica. Le possibilità che un fratello/una sorella di un paziente sviluppi la ChAc sono di 1:4. Se è noto il difetto genetico patogenetico, può essere offerta la diagnosi presintomatica nelle fratrie a rischio.
Ad oggi non sono disponibili trattamenti curativi o modificanti la malattia; la presa in carico è solo sintomatica.
Il decorso è di solito inesorabilmente progressivo e la prognosi sfavorevole. La morte improvvisa può essere dovuta alle convulsioni o alla disfunzione del sistema autonomo. Può manifestarsi debolezza generalizzata graduale con polmonite letale da aspirazione o infezioni sistemiche.
Revisore(i) esperto(i)
Ultimo aggiornamento: Settembre 2012