Riassunto
La vitiligine è una malattia acquisita della pigmentazione cutanea caratterizzata dalla presenza di chiazze bianco-avorio che tendono ad allargarsi e a moltiplicarsi nel tempo, con perdita di melanociti funzionalmente attivi nell'epidermide e conseguente scomparsa del pigmento melanico. Le chiazze acromiche, che possono causare un grave danno estetico al paziente, sono estremamente suscettibili alle ustioni solari. La malattia interessa lo 0,1-2% della popolazione mondiale, senza predilezione di sesso o di razza. L'eziologia è a tutt'oggi sconosciuta e le varie teorie patogenetiche finora proposte non sono in grado di spiegare in modo totalmente soddisfacente l'intero spettro della malattia. Anche se tutt'ora non esistono soluzioni terapeutiche definitive, con varie modalità di trattamento si possono ottenere risultati accettabili in molti pazienti. La gestione della vitiligine è rivolta anche a proteggere la cute acromica dalle radiazioni ultraviolette. Il trattamento riguarda terapie sia mediche che chirurgiche. Le prime comprendono le radiazioni ultraviolette B a banda stretta e a banda larga, gli psoralenici associati alle radiazioni ultraviolette A, e ulteriori innovativi approcci terapeutici. Le seconde, generalmente indicate per le forme stabili/focali di vitiligine, comprendono i vari metodi di trapianto autologo di melanociti, e si applicano quando non si sono avuti risultati con la terapia medica. Inoltre, quando la superficie cutanea interessata dalla malattia è molto estesa, si può prendere in considerazione l'uso di sostanze depigmentanti. *Autore: Dott. S. Moretti (Ottobre 2003)*.