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Deficit combinato non acquisito dell'ormone ipofisario

Numero Orpha ORPHA467
Sinonimo/i -
Prevalenza 1-5 / 10 000
Trasmissione -
Età di esordio Variabile
ICD-10
  • E23.0
OMIM
UMLS -
MeSH -
MedDRA -
SNOMED CT -

Riassunto

L' ipopituitarismo congenito è caratterizzato da deficit multiplo degli ormoni ipofisari, come il deficit dell'ormone somatotropo, tireotropo, lattotropo, corticotropo o gonadotropo, causato da mutazioni dei fattori di trascrizione coinvolti nell'ontogenesi dell'ipofisi. L'ipopituitarismo congenito ha bassa incidenza rispetto a quella dell'ipopituitarismo secondario ad adenomi ipofisari, alla chirurgia transfenoidale o alla radioterapia. L'incidenza stimata dell'ipopituitarismo congenito è compresa tra 1/3000 e 1/4000 nascite. La presentazione clinica varia in relazione al tipo e alla gravità dei deficit e all'età della diagnosi. Se non trattato, i sintomi principali includono bassa statura, disturbi cognitivi e pubertà ritardata. La diagnosi di deficit combinato degli ormoni ipofisari (CPHD) deve essere sospettata dopo aver escluso le cause evidenti di ipopituitarismo (tumori della sella turcica, ipopituitarismo post-chirurgico o indotto da radioterapia). Uno screeneng clinico, biologico e radiologico è fondamentale per determinare al meglio quale fattore di trascrizione dovrebbe essere indagato. La conferma della diagnosi avviene tramite sequenziamento diretto dei geni dei fattori di trascrizione. L'ipopituitarismo congenito è causato da mutazioni di diversi geni che codificano per i fattori di trascrizione. Il fenotipo varia a seconda del fattore di trascrizione coinvolto: PROP1 (deficit degli ormoni somatolattotropo tireotropo, gonadotropo e a volte corticotropo; iperplasia e ipoplasia ipofisaria), POU1F1 (carenza degli ormoni somatolattotropo e tireotropo, ipoplasia ipofisaria), HESX1 (carenze ipofisarie variabili, displasia setto-ottica), e meno frequentemente LHX3 (deficit degli ormoni somatolattotropo e gonadotropo, limitazioni nella rotazione del capo e del collo) e LHX4 (deficit ipofisari variabili, ectopia della neuroipofisi, anomalie dell'encefalo). E' necessaria un'appropriata integrazione delle carenze ormonali. E' fondamentale il monitoraggio a lungotermine poiché i pazienti sviluppano nuove carenze (per esempio un esordio tardivo di deficit dell'ormone corticotropo in pazienti con mutazioni di PROP1). I modelli di trasmissione variano con i fattori e la mutazione coinvolti (trasmissione recessiva per PROP1 e LHX3, dominante per LHX4, autosomica recessiva per PUO1F1 e HESX1). Il trattamento è equivalente a quello dei pazienti senza deficit ipofisari, se intrapreso immediatamente dopo la conferma della diagnosi e seguito da un follow-up specifico.

Revisore(i) esperto(i)

  • Pr Thierry BRUE
  • Dr Frédéric CASTINETTI

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