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Mucopolisaccaridosi tipo 6

Numero Orpha ORPHA583
Prevalenza delle malattie rare <1 / 1 000 000
Trasmissione
  • Autosomal recessive
Età di esordio Infanzia
Codice CIM 10
  • E76.2
Numero MIM
Sinonimo/i Deficit di ARSB
Deficit di N-acetilgalattosamina 4-sulfatasi
Deficit di arilsulfatasi B
Sindrome di Maroteaux-Lamy

Riassunto

La mucopolisaccaridosi di tipo VI (MPS VI) è una malattia da accumulo lisosomiale, che appartiene al gruppo delle mucopolisaccaridosi. E' caratterizzata da un grave coinvolgimento somatico e dall'assenza di deficit cognitivo. La prevalenza varia tra 1/250.000 e 1/600.000 nati. Nelle forme gravi, i primi sintomi clinici compaiono tra i 6 e i 24 mesi di vita e si accentuano gradualmente con la comparsa di dismorfismi facciali (macroglossia, bocca costantemente aperta, tratti del viso grossolani), limitazione della motilità articolare, grave disostosi multipla (platispondilia, cifosi, scoliosis, pectus carinatum, genu valgum, deformità delle ossa lunghe), bassa statura (inferiore a 110 cm), epatomegalia, valvulopatia, cardiomiopatia, sordità e opacità corneali. Di solito, lo sviluppo mentale è normale o quasi normale, ma i disturbi dell'udito e della vista possono portare a difficoltà dell'apprendimento. I sintomi e la gravità della malattia variano molto tra i pazienti e sono stati descritti casi intermedi o molto lievi, con displasia spondilo-epifiso-metafisaria associata ad interessamento cardio-respiratorio. La malattia è dovuta al deficit delll'enzima N-acetilgalattosamina-4-sulfatasi (o arilsulfatasi B), che determina l'accumulo lisosomiale di dermatan solfato (DS). Il gene è stato localizzato sul cromosoma 5q e sono state identificate più di 54 mutazioni. La trasmissione è autosomica recessiva. La diagnosi viene sospettata dopo il riscontro di un aumento della escrezione urinaria di DS e viene confermata dal deficit di arilsulfatasi B nelle colture di leucociti o fibroblasti. La diagnosi differenziale si pone con la MPS I (si veda questo termine), che mostra un coinvolgimento somatico simile a quello delle MPS VI. Lo screening dei familiari eterozigoti può essere effettuato dopo identificazione delle due mutazioni nel probando. E' possibile la diagnosi prenatale (con l'analisi molecolare o il dosaggio dell'attività enzimatica nel trofoblasto o negli amniociti). La presa in carico multidisciplinare permette un trattamento sintomatico idoneo. Il trapianto allogenico di midollo osseo è efficace nei confronti del danno cardiaco, dei dismorfismi e dell'epatomegalia, ma ha effetti minimi sui sintomi ossei ed articolari. Al momento, la terapia sostitutiva enzimatica con infusioni settimanali dell'enzima ricombinante galsulfasi è l'opzione terapeutica di elezione, anche se i suoi effetti sui sintomi ossei sono limitati.Nel 2006 la galsufasi ha ottenuto l'autorizzazione da parte dell'Ue di immissione nel mercato come farmaco orfano. Prima che questa nuova terapia diventasse disponibile, la morte (per complicanze cardio-respiratorie) avveniva nell'adolescenza nelle forme più gravi. Nelle forme più lievi, le attese di vita sono meno ridotte. *Autori: Dott. R. Froissart e Dott. I. Maire (Febbraio 2007)*.

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