Riassunto
L'aciduria 3-metilglutaconica (3-MGA) di tipo 1 è un'anomalia congenita del metabolismo della leucina caratterizzata da un fenotipo clinico eterogeneo, che varia da forme leggere di ritardo del linguaggio ad un ritardo psicomotorio con coma, ritardo della crescita, acidosi metabolica e distonia. La malattia è molto rara, essendo stati descritti meno di 20 casi. I sintomi clinici di solito compaiono nel periodo neonatale o nella prima infanzia, ma la diagnosi, a volte, non può essere posta prima dell'infanzia. Alcuni pazienti presentano anche ipoglicemia, tetraparesi spastica, microcefalia, deficit neurologico progressivo, crisi epilettiche, vomito, atrofia dei gangli della base, ipotonia grave ed epatomegalia. La sindrome è trasmessa come carattere autosomico recessivo ed è dovuta alle mutazioni del gene AUH (localizzato sul cromosoma 19), che codifica per la 3-metilglutaconil-CoA idratasi, un enzima coinvolto nella degradazione della leucina. Dato che il quadro clinico è variabile e non specifico, la diagnosi può essere posta attraverso l'esame dell'attività della 3-metilglutaconil-CoA idratasi sui fibroblasti o sui leucociti, oppure con l'analisi quantitativa delle secrezioni degli acidi organici nelle urine o, infine e più di recente, con l'analisi del contenuto dei liquidi del corpo con la risonanza magnetica spettroscopica. I pazienti affetti da 3-MGA di tipo 1 possono essere differenziati da quelli affetti dalle altre forme di 3-MGA (tipo 2, 3 e 4; si vedano questi termini), in base alla secrezione caratteristica dei rispettivi metaboliti: i livelli di acido 3-metilglutaconico sono molto elevati (più alti di quelli rilevati nelle altre forme di 3-MGA), mentre quelli di acido metilglutarico sono di solito solo leggermente più elevati e la secrezione di acido 3-idrossi-isovalerico è aumentata (non è presente nelle altre forme di 3-MGA). La diagnosi prenatale è possibile attraverso il rilievo di un aumento dei valori di acido 3-idrossi-isovalerico nel liquido amniotico o con l'analisi enzimatica sugli amniociti in coltura. Il trattamento è per lo più sintomatico e in alcuni casi una dieta con una modesta restrizione di leucina e una supplementazione di L-carnitina possono dare effetti benefici. *Autore: team editoriale di Orphanet (Marzo 2007)*.