Riassunto
La colestasi intraepatica familiare progressiva tipo 1 (PFIC1), un tipo di colestasi intraepatica familiare progressiva (PFIC; si veda questo termine), è un difetto ereditario infantile della formazione della bile, che comporta un danno epatocellulare che nel corso della malatia si associa a segni extraepatici. L'incidenza annuale della PFIC tipo 1-3 è stimata in circa 1/100.000. La PFIC1 è la PFIC meno frequente e di solito ha un esordio prenatale. I segni clinici della colestasi (feci chiare, urine scure) si manifestano nei primi mesi di vita, in associazione a ittero ricorrente o permanente, con epatomegalia e forte prurito. I pazienti di solito sviluppano la fibrosi epatica e un'epatopatia allo stadio terminale, prima dell'età adulta. Sono stati descritti segni extraepatici, come la bassa statura, la diarrea acquosa, la pancreatite e la sordità neurosensoriale. La PFIC1 è dovuta alle mutazioni nel gene ATP8B1 (18q21-22), che codifica per la proteina FIC1 espressa sulla membrana canalicolare degli epatociti e nei tessuti epiteliali. Negli epatociti, le anomalie delle proteine possono compromettere indirettamente la secrezione degli acidi biliari, a spiegazione della bassa concentrazione degli acidi biliari riscontrata nei pazienti affetti da PFIC1. I segni extraepatici possono associarsi all'espressione extraepatica della FIC1. La PFIC1 deve essere sospettata nei bambini che hanno una storia clinica di colestasi di origine ignota, dopo avere escluso le altre principali cause di colestasi, in presenza di un'attività normale della gamma-GT sierica e un'elevata concentrazione degli acidi biliari sierici. I livelli sierici dell'alfa-fetoproteina di solito sono normali e quelli dell'alanina aminotransferasi sono cinque volte inferiori al valore soglia normale. In genere, l'ecografia epatica è normale, ma può essere presente un ingrossamento della cistifellea. Gli esami istologici del fegato rivelano colestasi canalicolare, in assenza di proliferazione vera e propria delle strutture duttali e metaplasia biliare periportale degli epatociti. Quando viene eseguita, la colangiografia documenta la normalità dell'albero biliare e consente di raccogliere la bile. L'analisi dei lipidi biliari dimostra una leggera diminuzione della concentrazione dei sali biliari. La diagnosi viene confermata con le analisi molecolari. In presenza di colestasi con gamma-GT normale, la diagnosi differenziale si pone soprattutto con i difetti primitivi della sintesi degli acidi biliari e con la PFIC2 (si vedano questi termini). La trasmissione è autosomica recessiva. Può essere proposta la diagnosi prenatale se è stata identificata la mutazione patogenetica in entrambi i genitori. Tutti i pazienti devono essere trattati con acido ursodesossicolico (UDCA) per prevenire l'insorgenza dell'epatopatia; tuttavia questa terapia non è del tutto efficace. Il rifampicin è utile per controllare il prurito. Il drenaggio nasobiliare può facilitare l'individuazione dei pazienti nei quali è efficace la diversione biliare. Tuttavia, la grave colestasi candida la metà dei pazienti al trapianto del fegato (TF). La diarrea di solito peggiora dopo TF e può essere trattata con resine che assorbono la bile. Il TF non previene la progressione extraepatica della malattia e non produce un recupero della crescita. Inoltre, è stata segnalata una grave steatoepatite del fegato trapiantato. I pazienti devono seguire un follow-up specifico per tutta la vita. I difetti della FIC1 predispongono allo sviluppo di colestasi intraepatica nel corso della gravidanza (si veda questo termine).
Revisore(i) esperto(i)
- Dr Christiane BAUSSAN
- Dr emmanuel GONZALES
- Pr Emmanuel JACQUEMIN
- Dr Anne SPRAUL
Ultimo aggiornamento: Gennaio 2011